Gran scompiglio alle terme. Va in scena il progetto “Il teatro come strumento di integrazione sociale” di CESVOB e Libero Teatro

Gran scompiglio alle terme. Va in scena il progetto “Il teatro come strumento di integrazione sociale” di CESVOB e Libero Teatro

Domenica 16 giugno, alle ore 20.00, presso La Fagianella Sporting Club, si terrà lo spettacolo di fine laboratorio “Il teatro come strumento di integrazione sociale” promosso dal CESVOB e condotto da Libero Teatro.

“Gran scompiglio alle terme 3.0” è il titolo della commedia brillante in due atti che vedrà esibirsi volti nuovi in uno spettacolo che rappresenta il prodotto di un laboratorio tenutosi da novembre a maggio. L’opera, liberamente ispirata alla commedia “Le pillole di Ercole” di Hannequin e Bilhaud, è un lavoro teatrale caratterizzato da equivoci e inconsapevoli  trasgressioni, sconvenienti  contagi  e irriverenti slanci altruistici, in un carosello di personaggi e situazioni che fanno più fatica a dissimulare le proprie pulsioni che non a manifestarle. La scelta di una commedia brillante non è meno impegnativa di quella di un’opera drammatica, e tutto quello che può, all’occhio profano, apparire affidato all’estemporaneità, è frutto, invece, di uno studio attento e di un continuo lavoro di perfezionamento.

Ecco gli interpreti e i personaggi della pièce: Dottor Frontignan, Maurizio Tomaciello, Angelica, Annalisa Giallonardo, Dottor Lavirette, Sandro Mattera, Massimo Leverdier, Gianvittorio Fallace, Colonnello Lecanapier, Luigi Travaglione, Jonathan Brackson, Fabio Corso, Madame Bicot, Laura Febbrato, Odette, Silvia Rapuano, Liopold, Marvin Tomasiello, Ambrogia, Antonella Morante, Charlotte, Chiara Tedesco, Madre Superiora, Angela Albanese, Madame Laville, Antonella Vegliante. La regia è affidata a Mariella De Libero, Sandro Mattera, Gianvittorio Fallace, Antonio Di Fede. Segreteria organizzativa: Sergio Colantuono.

 

Il progetto

Il percorso formativo “Il teatro come strumento di integrazione sociale”, realizzato dal CESVOB nel periodo compreso tra ottobre 2018 e marzo 2019 ha visto i volontari impegnati in 56 ore di formazione nella realizzazione di uno spettacolo finale, quale elemento valutativo delle competenze realmente acquisite e pertanto sfruttabili nella quotidiana gestione della vita associativa, volta al superamento delle diversità ed alla valorizzazione dell’integrazione sociale. 

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